Fertilità maschile

L’infertilità  nell’uomo: di cosa parliamo?

Cerchiamo di fare un po’ di luce su uno dei problemi più importanti dell’attuale società: la fertilità maschile e il suo problema: l’infertilità (che appare in aumento!). L’infertilità nei paesi occidentali interessa circa il 16-19 % delle coppie. Spesso è una disfunzione di coppia e non sempre è possibile capire quale dei partner ne è responsabile. Le cause dell’infertilità femminile sono più conosciute, per esempio:  ovaio policistico, intossicazioni, endometriosi, disfunzioni ormonali. Tuttavia (come anche nei casi di infertilità maschile) non raramente, le cause non vengono pienamente riconosciute.

Nell’infertilità maschile, lo Spermiogramma, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo, è usato in genere come metodo di valutazione.

In realtà lo Spermiogramma non è del tutto predittivo delle vere e proprie condizioni di fertilità del maschio, ma dà  indicazioni riguardo al potenziale della fertilità di un uomo. Da un punto di vista epidemiologico non vi sono numeri certi circa la frequenza della Infertilità Maschile. Essa dipende anche dalle zone geografiche interessate. Secondo alcuni studi la Infertilità Maschile varia dal 35 al 53% di tutti i casi di infertilità, risultando quindi una componente significativa di Infertilità globale.

Classificazione dell’Infertilità Maschile:

  • in circa un terzo dei casi, non si riesce ad identificarne la causa.

Per il rimanente, le cause  principali  sono rappresentate dal:

  • VARICOCELE (in genere a sinistra, anche se vi sono dei varicoceli bilaterali);
  • DIDIMI (testicoli)  RITENUTI;
  • possibile presenza di  AUTOANTICORPI ( malattia auto-immune);
  • IPOGONADISMO (cioè ridotta funzione testicolare, da svariate cause: genetica,  disendocrina o idiopatica, fra cui la sindrome di  Klinefelter);
  • TUMORI ( primitivi ai testicoli oppure da infiltrazione di Linfomi/Leucemia);
  • OSTRUZIONE a livello delle vie seminali (esempio a livello deferenti o delle vescicole seminali …);
  • ABUSO di sostanze  (alcool, droghe, tabacco ecc…);
  • INFEZIONI del tratto  genito-urinario, cosiddette infezioni seminali (a livello di epididimi e vescicole seminali/ prostata).

Le cause più frequenti nella pratica clinica (almeno in Europa) sembrano essere le infezioni seminali, il varicocele (per lo meno quelli significativi), l’abuso di sostanze e lo stile di vita.

Ma si deve ricordare che molti sono i casi in cui non si riesce a trovare una causa.

In genere i maschi infertili presentano  una  Oligo – Asteno – Terato spermia (OAT),  cioè presentano pochi spermatozoi, lenti come movimento e di forma alterata. Vi possono naturalmente essere delle Oligo, Asteno e Teratospermie isolate. Vi sono poi  le  Azoospermie , non frequenti, in cui non si trovano spermatozoi nel liquido seminale (per ragioni ostruttive oppure nelle gravi atrofie testicolari).

Lo Spermiogramma: interpretazione

Le Linee Guida del WHO (World Health Organization) sull’analisi dello sperma sono basate su percentili, costruite su uomini che hanno generato figli. Il percentile più basso accettabile è  il 5%. Si ritiene raccomandabile astenersi dall’attività sessuale da 3 a 4 giorni prima di eseguire lo Spermiogramma.

Si considerano sia i parametri macroscopici che microscopici.

Fra i primi,  il volume che deve essere fra  1,5  e  5  ml. Il colore è madreperlaceo, la presenza di sangue (emospermia) indica  in genere  una  infiammazione/infezione  della prostata e  delle  vescicole seminali (più raramente l’emospermia è espressione di patologie più serie). Lo sperma (cioè il materiale proveniente dai testicoli ), è solo una parte dell’eiaculato (che è formato in gran parte da liquidi di provenienza prostatica e dalle vescicole seminali). Il pH  normale è  fra 7 e 8. Lo sperma, che all’inizio appare gelatinoso, si liquefa entro circa 20 minuti (la ritardata liquefazione può indicare problemi prostatici).

Parametri microscopici: la concentrazione degli Spermatozoi deve essere come minimo di 15 milioni/ml (percentile 5% – nell’uomo fertile vi sono spesso dei valori molto superiori). Si parla  di oligo-zoospermia per indicare un numero di Spermatozoi ridotto. L’Azoospermia indica mancanza di Spermatozoi e può dipendere da una ostruzione in un punto delle vie seminali, da ipogonadismo o anche da fattori  genetici (raro). Si distingue cioè una Azoospermia ostruttiva e una secretoria.

La mobilità degli Spermatozoi è un altro parametro importante.

La mobilità (progressiva e non progressiva) deve essere almeno il 40% entro 60 minuti dalla raccolta. La scarsa mobilità viene detta  Asteno-zoospermia.  Infine dobbiamo considerare la Morfologia degli spermatozoi. Dobbiamo tener presente che le forme abnormi sono moltissime e che le forme normali devono essere almeno il 5%.  Al di sotto di questo valore si parla di Terato-zoospermia.

Spesso gli uomini infertili presentano una  Oligo-Asteno-Teratozoospemia (OAT)

Un’ altra componente da considerare nell’analisi dello Spermiogramma  è la concentrazione di Leucociti:  se è al di sopra di 1 milione/ml è espressione di infezione delle vie seminali (che può essere causa o concausa di Infertilità). In questi casi può essere consigliata una terapia antibiotica adeguata, o sulla base di un Antibiogramma in caso di spermiocultura o urinocoultura positive, oppure su base empirica scegliendo un antibiotico ad ampio spettro. A questo proposito si ricorda che il Ministero della Salute ha emesso un avvertimento circa i possibili eventi avversi derivati dall’assunzione di Chinolonici, per i quali si consiglia prudenza (cioè il consiglio, fra le righe, è di usarli quando non se ne può fare a meno).

Le armi a disposizione da un punto di vista terapeutico, in caso di infertilità maschile, non sono moltissime:

miglioramento dello stile di vita, evitare l’assunzione di sostanze tossiche, correzione chirurgica di un eventuale varicocele, trattamento delle infezioni seminali, integratori a base di svariate sostanze che possano migliorare il trofismo degli spermatozoi (fra queste ricordo ad esempio la Maca peruviana e svariati anti-ossidanti). Si consiglia in generale di fare riferimento ad un Centro di PMA (procreazione medico assistita), per scegliere le modalità più adeguate di trattamento, fino ad arrivare all’inseminazione artificiale.

 

 

 

 

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