Prostatite: cronica e acuta

Sempre a proposito di prostata: la prostatite acuta e cronica.

La prostata è una ghiandola situata allo sbocco della vescica, all’inizio dell’uretra, facendo parte sia dell’Apparato genitale che urinario.

Non solo è parte integrante del meccanismo della continenza urinaria e della minzione, ma nella prostata sboccano i 2 dotti eiaculatori di provenienza testicolare, che trasportano lo sperma (durante l’eiaculazione). Essa contribuisce alla composizione dello sperma, svolgendo un’azione di nutrizione degli spermatozoi.

La prostata può essere affetta da varie patologie.

Ad esempio l’ingrossamento della prostata (Ipertrofia Prostatica Benigna – IPB), che si ha col passare degli anni, in un grande numero di uomini (per cause genetiche, nutrizionali e ormonali)  può provocare vari disturbi urinari. Inoltre la prostata può essere sede del tumore prostatico (PCA). Quindi uno dei più frequenti problemi dell’Urologo è fare la diagnosi differenziale fra queste diverse malattie che possono affliggere la ghiandola prostatica.

La prostatite invece è una malattia di origine infiammatoria e interessa tutte le fasce di età.

Può associarsi  all’IPB.  La  prostatite (acuta o cronica) può essere dovuta ad una infezione.

La prostatite acuta (batterica)  provoca dolore alla minzione, febbre e urgenza/frequenza. Risponde bene in genere alla terapia antibiotica e anti-infiammatoria. Come antibiotici sono stati usati per molti anni i Chinolonici, a volte con una certa larghezza.

Negli ultimi tempi vi è una marcia indietro sull’uso di queste molecole per i frequenti e a volte gravi casi di resistenze batteriche.

Gli antibiotici andrebbero usati sulla guida di un Antibiogramma, cosa non sempre possibile perché non raramente le urinoculture (anche nelle prostatiti batteriche) sono negative.

Altri Antibiotici che si possono tenere in considerazione sono i Macrolidi e le Tetracicline se si sospetta una infezione da Clamidia e/o Gonococco (questi germi si trovano più spesso nelle uretriti), oppure le Cefalosporine e le Penicilline/Amoxicilline.

A volte la prostatite batterica cronicizza e i  sintomi sono sfumati e insidiosi, con urinoculture e/o spermioculture positive. A volte le urinoculture sono negative e le spermioculture positive (importante la conta dei leucociti nel liquido spermatico, che sono aumentati in caso di prostatite batterica).

La prostatite cronica batterica può compromettere la fertilità e può essere causa o concausa di impotenza.

Bisogna infatti ricordare che la prostata è al crocevia fra apparato urinario e apparato genitale maschile. In questi casi si possono fare cicli di antibiotici, ricordando quanto detto in precedenza. Utile l’impiego, magari a cicli, di Fermenti Lattici (Probiotici).

Come trattamento, oltre alla terapia antibiotica, utile l’uso di anti-infiammatori. Si può avere giovamento dall’impiego di estratti di Serenoa  (si tratta di una pianta americana il cui estratto ha, fra l’altro, una azione anti-infiammatoria a livello prostatico). Sulla Serenoa abbiamo parlato in occasione della terapia dell’IPB.

Anche gli anti-infiammatori possono essere utili, sia i farmaci veri e propri (i cosiddetti FANS), sia alcuni Integratori (come estratti di Curcumina/Bromelina).

Vi è poi la prostatite cronica abatterica (cioè una infiammazione senza infezione), su cui sono stati scritti fiumi di inchiostro. Può essere dovuta a:

  • stati spastici della muscolatura perineale,
  • reflussi di urina intra-prostatici,
  • somatizzazione,
  • stati spastici della muscolatura liscia vescico-prostatica,
  • infiammazione neurogena  (quest’ultimo è un concetto non semplice  da spiegare).

Come si vede non vi è uniformità di vedute. Le cause possono essere molte. I sintomi sono costituiti da disturbi minzionali irritativi/ostruttivi, con associato senso di fastidio/dolore a livello perineale, fra ano e scroto oppure  a livello del pene o vescicale.

La cura può essere lunga e il paziente può presentare delle ricadute.

Il trattamento si basa su:

  • farmaci alfa-litici, con rilasciamento della muscolatura  liscia del collo vescicale/prostata,
  • anti-infiammatori/anti-dolorifici (FANS, Curcumina, Bromelina…), Serenoa, Pygeum,
  • dieta,  attività fisica, idratazione

A volte sono stati consigliati  anti-depressivi.  L’attività sessuale non è controindicata. Curando la prostatite, di qualunque tipo, l’impotenza (se presente) può ridursi. Ricordo infatti che il Deficit Erettile può associarsi per fattori vascolari e/o recettoriali alle malattie prostatiche (ad es. deficit di nitrossido-sintasi).

Talvolta i sintomi della prostatite cronica possono scomparire per lunghi periodi e poi ripresentarsi, magari in seguito ad uno stress.

Il paziente deve identificare lo stile di vita e la dieta a lui confacente e cercare di non scostarsi di molto da essi. Deve essere essenzialmente rasserenato e tranquillizzato circa la natura benigna della sua patologia. Deve cercare di distogliere la sua mente dai suoi disturbi. Quindi anche lo Specialista deve avere una visione generale del problema.

 

 

 

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