Il Tumore della prostata (PCA) – Parte 4

Il tumore prostatico e lo Staging

Cosa si intende con Staging? Per ogni tumore, di qualunque organo, uno degli aspetti principali dell’iter diagnostico, prima di decidere il trattamento è la stadiazione  (o Staging).

Cioè quale è la diffusione della malattia locale e a distanza (determinata con i mezzi a nostra disposizione).

Per quanto riguarda il PCA, lo Staging clinico viene fatto innanzitutto con l’esplorazione rettale (ER), che ci permette di valutare se il carcinoma prostatico è palpabile (spesso non lo si sente, soprattutto nei casi iniziali) e di che dimensioni è (all’incirca).

E se (presumibilmente) è localizzato o localmente avanzato.

Questa ultima distinzione è importante perché condizionerà la nostra futura scelta terapeutica. Localmente avanzato significa che il tumore prostatico è sconfinato oltre la capsula prostatica o a livello delle Vescicole Seminali (vedi figura)

Successivamente si ricorrerà alla biopsia prostatica, che permetterà o meno di confermare il sospetto diagnostico e ci darà diversi elementi importanti: il Grading (grado di differenziazione) della malattia, nonché notizie sul volume della stessa (in base al numero dei frustoli bioptici interessati dal tumore).

A questo punto ci si potrebbe chiedere: ma la stadiazione locale si fa solo con l’esplorazione rettale?

E’ una domanda legittima.

In parte è così, in quanto la diagnostica per immagini non ha mantenuto le promesse circa lo Staging del tumore prostatico (soprattutto l’Ecografia trans-rettale, che ha una sensibilità molto bassa nella evidenziazione del tumore).

In realtà negli ultimi tempi si è aggiunta  la  Risonanza Magnetica multiparametrica  con  mezzi di contrasto (mpRNM),  sia per la diagnosi pre-biopsia, sia per la stadiazione della malattia.

Cioè la mpRNM permette spesso di “vedere” il carcinoma prostatico (cosa che non è possibile spesso con l’Ecografia), anche se esiste un certo numero (piccolo) di Falsi negativi.

E questo può guidare l’esecuzione della biopsia.

Inoltre, in un tumore prostatico già accertato, la mpRNM può dare informazioni sull’eventuale sconfinamento del tumore oltre la capsula prostatica.

Quindi  con tutto quanto abbiamo detto sopra  avremo una stadiazione locale della malattia. A questa valutazione va aggiunto il valore del PSA che ha una sua importanza nello staging stesso.

Ma tutto questo non basta.

Infatti , prima di decidere il trattamento, dobbiamo avere una stadiazione completa, cioè cercare di capire se la malattia si è diffusa ai linfonodi regionali (che sono quelli che accompagnano le arterie e le vene della pelvi, che cioè drenano la linfa preveniente dalla prostata e  dalle vescicole seminali).

Oppure se si è diffusa ai vari organi e apparati.

In particolare allo scheletro che è il luogo dove più frequentemente metastatizza il carcinoma prostatico.

Per fare tutto questo abbiamo diversi mezzi, costituiti da esami  altamente sofisticati, quali:

  • TAC addome/pelvi con mezzo di contrasto,
  • RNM addome superiore/inferiore con mezzo di contrasto,
  • Scintigrafia ossea,
  • Risonanza Magnetica (RNM) total body.

Non tutti questi esami vengono fatti nel singolo paziente. Spesso la scelta dipende dalle preferenze e dalle abitudini del Medico e della sua scuola di appartenenza.

Tutto quello che abbiamo detto finora serve a darci notizie sullo sconfinamento del tumore oltre la capsula prostatica (PCA localizzato o localmente avanzato) e sulla eventuale  estensione del tumore ai linfonodi loco-regionali o agli organi a distanza.

Questo viene espresso con la classificazione TNM, il cui approfondimento va  oltre gli scopi della presente  trattazione.

Esiste però un’altra forma di classificazione che divide i tumori prostatici in:

  • basso rischio,
  • rischio intermedio,
  • alto rischio.

Quest classificazione è usata soprattutto dai radiologi (ma non solo), in vista di una radioterapia.

Essa si basa sul reperto rettale alla visita (ER), sul valore del PSA e sul Grading alla biopsia: più piccolo appare il tumore (a volte non si sente neppure  alla esplorazione rettale), più basso il PSA e più basso il grading, più il rischio di progressione è basso.

L’importanza di tale classificazione è quella di fornire anche degli elementi di prognosi (cioè di andamento futuro del tumore) e di orientare il trattamento.

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