PCA: il Carcinoma (o Tumore) Prostatico – Parte 1

Epidemiologia, Prevenzione e Problema del PSA.

Fino agli anni ’90, in Italia (ma anche in Europa) la diagnosi di PCA si faceva essenzialmente sulla base dell’esame obiettivo (cioè con l’esplorazione rettale – ER). Quando si avvertiva una qualche irregolarità si faceva una biopsia mirata per avere la diagnosi istologica (ovviamente necessaria per qualunque decisione terapeutica).

Alla metà degli anni ’90 venne introdotto l’esame del PSA, che diventò un marker (anzi il marker) per una diagnosi precoce di PCA.

Tutto questo era avvenuto anni prima negli USA.

Ma cos’è il PSA?

Il PSA  venne scoperto da un immunologo americano (R. Ablin) negli anni ’70: si tratta di una molecola (una proteina) che viene prodotta dalla ghiandola prostatica e messa in circolo (soprattutto quando la prostata è malata). Più la prostata è sana, più è basso il PSA nel sangue.

Il PSA non è specifico di tumore, ma può aumentare in caso di Ipertrofia prostatica benigna (IPB) e/o di Prostatite.

Con qualche forzatura, per una serie di circostanze piuttosto opache, fu approvato come marker per una diagnosi precoce di PCA dalla FDA americana, agli inizi dei ’90. Cioè il dosaggio del PSA entrò prepotentemente nell’uso comune, negli  USA, (già a partire dagli ’80 questo esame si era diffuso) e questo determinò la scoperta di un enorme numero di carcinoma prostatico.

Il valore fra normale e patologico fu arbitrariamente stabilito a 4 ng/ml.

Nell’America del Nord ci fu quindi un enorme aumento nella diagnosi (e nel trattamento) del tumore prostatico già a partire dalla metà degli anni ’80, dovuto  al test del  PSA: infatti fu biopsiato un elevatissimo numero di individui che avevano un PSA sopra i 4 ng/ml, scoprendo un grande numero di carcinomi prostatici, che furono operati. Salvo scoprire negli anni successivi (sulla base di numerosi lavori scientifici) che molti di questi tumori prostatici (soprattutto quelli cosiddetti a basso rischio) erano indolenti, cioè destinati a non progredire.

Inoltre in circa i 2/3 degli uomini con PSA superiore a 4 ng/ml si avevano  delle biopsie negative (cioè si avevano dei falsi positivi).

Attualmente negli USA si diagnosticano circa 160 casi di Pca/100.000 uomini per anno, con una mortalità (determinata in qs ultimi anni) di 25 uomini/100.000 per anno (v. Fig)

carcinoma prostatico

Questo trend si è poi spostato in Europa, intorno alla metà dei ’90.

Lo schema è questo:

  • dosaggio del PSA,
  • biopsie prostatiche negli uomini con PSA aumentato,
  • 2/3 di falsi positivi (cioè uomini con biopsie negative – ricordo che questo tipo di biopsie può causare degli effetti avversi),
  • grande numero di tumori prostatici diagnosticati,
  • grande numero di interventi di Prostatectomia Radicale, con possibili complicanze quali impotenza e incontinenza,
  • scoperta che parte di questi interventi non era necessaria (cioè vi era stato un over-treatment, in quanto molti PCA a basso rischio hanno un decorso lentissimo).

Per scoprire tutto questo ci sono voluti degli anni, numerosi lavori scientifici e un grande Screening Europeo basato sul PSA di cui parleremo in seguito.

Si è cercato di ovviare a questo problema, mettendo in Sorveglianza Attiva gli uomini con PCA a basso rischio (calcolato sulla base dell’esame obiettivo locale, del grading alla biopsia e sul valore del PSA).

Cioè vi sono protocolli presso i maggiori Centri di Urologia (sia in Europa che in Nord America) in cui  questi pazienti non vengono trattati, ma sottoposti ad un monitoraggio delle loro condizioni, in modo da intervenire se e quando il tumore dovesse dare dei segni di progressione. E si è anche cercato di intervenire stressando il concetto di  smettere di cercare questo tipo di tumore, oltre i  75 anni o quando l’aspettativa di vita è sotto i 10 anni (in base alle condizioni di salute del paziente).

Naturalmente il PSA  conserva la sua importanza in alcune situazioni di cui ci occuperemo in seguito.

Per esempio nel follow up dei pazienti operati o radio-trattati per scoprire eventuali recidive di malattia.

E va anche detto che il tumore della prostata rimane un problema importante nei paesi civilizzati, a causa dell’allungarsi della vita media, e a causa del fatto che esiste un certo numero di PCA che hanno  delle caratteristiche di forte aggressività.

Posso anche di affermare che questo tipo di tumore va cercato, perché potenzialmente pericoloso, soprattutto  fra i 55 e i 70 anni all’incirca.

Tutto quanto detto prima riguarda la diagnosi precoce, l’eccesso di diagnosi  (e conseguentemente di trattamento – quello che in inglese si chiama over-treatment) e quando smettere di cercare (e di operare) questo tipo di tumore.

Chiudiamo questo I° Capitolo, dando alcuni cenni di prevenzione:

  • no grassi nella dieta,
  • si al Tè verde e a tutti i tipi di verdure (in particolare i pomodori ).

Ricerca di una diagnosi precoce nei casi in cui il rischio di avere questo tipo di tumore è chiaramente aumentato: negli uomini di razza nera e nei parenti di uomini con tumore prostatico.

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